A. C. KEYSTONE

Per noi, la Massoneria Dalla rivista «La Lettera G» (2004-2015) nell’anniversario 20° della fondazione

DESCRIZIONE

Il presente volume è costituito da un’articolata selezione di scritti estratti dalla rivista italo-francese «La Lettera G» / «La Lettre G» (2004-2015), iniziativa editoriale che nei primi anni duemila ha minuziosamente composto le tessere di un ricco mosaico di approfondimenti sulla Libera Muratoria — oltre centocinquanta articoli, nel corso di ventitré numeri originariamente bilingue — sviluppati con un intenso e fraterno lavoro collettivo in seno all’Associazione Culturale Keystone di Torino.

Le pagine di questa raccolta costituiscono un gustoso assaggio della profondità interpretativa raggiungibile approcciandosi alla Massoneria con una intenzione orientata alla Conoscenza; generalmente considerata di frangia, tale prospettiva — oggi più che mai, a nostro avviso — può favorire invece, a margine della pratica rituale e del lavoro interiore a cui nulla può sostituirsi, una partecipazione «vissuta» dei princìpi comuni a tutte le forme in cui si è declinata la Sophia perennis e dai quali anche l’arte della costruzione è stata universalmente ispirata, ben prima della sua formalizzazione «speculativa» d’inizio Settecento.

Ringraziando gli autori di questi pregevoli contributi, volti a esplorare regioni mai abbastanza frequentate della via iniziatica massonica, per la loro disponibilità a ricordare attraverso un’opera celebrativa il 20° anniversario di fondazione della rivista «La Lettera G» / «La Lettre G», siamo lieti d’inserirne la testimonianza nel nostro catalogo di spirito tradizionale.

PRESENTAZIONE

Sospesa la pubblicazione della storica «Rivista di Studi Tradizionali» (1961-2003) dopo novantasette numeri ininterrotti, a Torino ci si avviò a progettare una nuova iniziativa editoriale, «La Lettera G» / «La Lettre G», specificamente massonica e bilingue. Oltre alla preparazione di lavori consacrati all’approfondimento del simbolismo e della ritualità latomistici, tra i quali si sarebbe inserita la traduzione degli scritti di Denys Roman, fino ad allora inediti in Italia, essa avrebbe consentito la diffusione, nei Paesi francofoni, di approfondite risposte a una fitta serie di tentativi di alterazione dell’opera di René Guénon messi in atto con finalità più o meno dissimulatamente antimassoniche. Su tali presupposti, veniva così costituita l’Associazione Culturale Keystone.

Riproponiamo qui, in sunto, le parole con cui si apriva nell’Equinozio d’Autunno 2004, dopo una breve citazione di Palingénius in epigrafe, il n. 1 della rivista:

Pubblicazione consacrata alla Massoneria, «La Lettera G», si fonda sui dati e sui princìpi tradizionali rimessi in luce da René Guénon e sul corpus massonico indissociabile dalla sua opera, essa stessa dedicata all’Unità essenziale del Principio che regge ogni esistenza sotto la diversità delle forme esteriori. Tale rivista intende così essere l’espressione di una partecipazione, per modesta che sia, all’intelligenza dell’Ordine e alla realizzazione delle sue finalità. Essa si rivolge a tutti coloro i quali, a qualunque tradizione appartengano, abbiano preso coscienza della necessità di penetrare la scorza esteriore per avvicinarsi alla verità profonda che vi è celata, e per avanzare in maniera più sicura lungo il «sentiero», la via stretta, la via interiore che, per coloro che l’hanno intrapresa, è anche la «Via Reale».

La Massoneria è oggi, con il Compagnonaggio, la sola forma iniziatica occidentale che possa «rivendicare una origine tradizionale autentica e una trasmissione iniziatica reale». A questo titolo e nonostante le vicissitudini subite, essa permane sempre, in se stessa, indipendente da tali contingenze e gravida delle «possibilità senza numero» che serba in seno, forte del suo simbolismo di ordine universale e delle eredità che ha raccolto.

È giocoforza constatare che le raccomandazioni e gli avvertimenti formulati da R. Guénon nel corso della sua vita non hanno risvegliato molte coscienze tra i Massoni, né suscitato le reazioni che il loro autore pure richiamava con insistenza e gravità. La lettura della sua opera incita nondimeno a rivolgere alla Massoneria uno sguardo svincolato dalle suggestioni dissolventi del mondo profano e a riconoscere in essa una organizzazione autenticamente iniziatica, di là dalle apparenze di cui si riveste il tradizionalismo da salotto — contraffazione parodistica del vero spirito tradizionale — o il modernismo di coloro che pretendono di «attualizzare» l’Ordine, mentre non fanno altro che spogliarlo del suo autentico patrimonio. D’altra parte, se esiste in Occidente un ambiente propizio al recepimento di tale opera, nel modo auspicato dal suo stesso autore, questo ambiente è proprio la Massoneria.

Per tali ragioni, «La Lettera G» è dedicata a colui che attraverso i suoi scritti ne ha suscitato la nascita e l’orientamento. Essa si prefigge lo scopo di promuovere i princìpi tradizionali nella loro applicazione all’Arte Reale e nella loro più «giusta e perfetta» conformità al piano del «Grande Architetto dell’Universo», identico al Vishwakarma della tradizione indù, lo Spirito della «Costruzione universale». Essa non vuole trascurare alcuna possibilità suscettibile di porre in luce i preziosi depositi iniziatici accumulati da tempo immemorabile nell’Arca massonica. Essa spera inoltre di riunire i contributi più significativi che l’opera di R. Guénon ha suscitato e ancora suscita, in particolare negli ambienti massonici, al fine di favorire uno scambio il cui obiettivo primario è «riunire ciò che è sparso». Infine, essa avrà a cuore il rilevare, all’occorrenza, i tentativi d’intrusione delle «tenebre esteriori» nel tempio.

«La Lettera G» si augura che i lettori possano trovare, nelle sue pagine, un incoraggiamento ad approfondire la conoscenza dei dati tradizionali fondamentali esposti da colui che fu, per tutta la vita, anche il Fr:. René Guénon, il quale non cessò di ricordare che «nulla di ciò che è compiuto in quest’ordine può mai andar perduto».

Intitolata «Per noi, la Massoneria», quella presentazione dava inizio a un’avventura intellettuale, ancor oggi in divenire, destinata a esercitare una profonda influenza laddove la catena della tradizione non fu mai interrotta.

SOMMARIO

Nota dell’Editore – I tre guna e l’iniziazione (L. M.) – Comprendere il rito (G. Testanera) – Intorno al «segno gutturale» (F. Peregrino) – A proposito delle ripetizioni rituali (D. Roman) – L’occhio del ciclone (P. Gori) – Darkness visible (A. Bachelet) – «Conosco l’acacia» (M. B.) – Considerazioni sul cable-tow (L. Lieudat) – Parola perduta e parole sostituite (R. Guénon) – Delle limitazioni dogmatiche (F. Alfieri) – Disorientamenti (P. La Torre) – Tradizione e tradizionalismo (L. Gauna) – Perché il 3° grado non è una invenzione tardiva dei Moderns? (D. Taillades) – Elenco completo dei ventitré sommari in lingua italiana della rivista «La Lettera G».

VESTE TIPOGRAFICA

Formato 22,5 cm x 15,3 cm; copertina in cartoncino vergato “Acquerello” avorio 280 gr. (con alette da 8,9 cm); pagine in carta “Palatina” avorio 100 gr.; brossura cucita a filo di refe.

SCHEDA

A. C. Keystone, Per noi, la Massoneria, Harmonia Mundi, Torino 2024, 216 pagine (grande formato).

collana GRANDI MONOGRAFIE, titolo n. 5

NOTA DELL’EDITORE

In conformità con i Dossiers, cuore del progetto editoriale Harmonia Mundi, gli scritti selezionati per il presente volume sono stati curati e riformattati secondo le nostre norme redazionali. Oltre alla revisione e al completamento delle note bibliografiche, abbiamo sintatticamente riveduto alcuni passaggi dei testi, in accordo con gli autori, allorché necessitassero di precisazioni atte a migliorarne la leggibilità. Per quanto riguarda le fonti documentali, si è provveduto a verificarne e all’occorrenza rivederne la traduzione con l’ausilio degli originali; unica differenza rispetto ai Dossiers, in questa raccolta si è scelto di preservare la traslitterazione semplificata dei termini extra-latini, senza l’impiego di segni diacritici e seguendo l’accentazione francese, onde evitare di affaticare la lettura in ragione dell’alternanza che ne sarebbe risultata con la soluzione maggioritariamente adottata nelle citazioni.

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